Musei Civici di Pesaro

MUSEI CIVICI
Ospitati a palazzo Toschi Mosca, edificio storico nel cuore del centro a pochi passi da piazza del Popolo, i Musei Civici si articolano in una Pinacoteca e in un Museo delle Ceramiche. I dipinti esposti documentano un lungo periodo dal XIV al XX secolo e provengono da chiese cittadine e collezioni private. Su tutti emerge la pala l’Incoronazione della Vergine di Giovanni Bellini, capolavoro assoluto del rinascimento italiano. La ricca sezione ceramica ospita, tra l’altro, magnifiche maioliche istoriate del Ducato di Urbino (XVI secolo) e la produzione alla rosa che segna il grandissimo successo di Pesaro in quest’arte nel Settecento.

I MUSEI CIVICI A PALAZZO CIACCHI
Dall’estate 2008, palazzo Ciacchi – sede di Confindustria Pesaro Urbino – accoglie un percorso espositivo realizzato con dipinti e ceramiche provenienti dai depositi dei Musei Civici e restaurati da Confindustria. I 27 dipinti e le 21 ceramiche sono allestiti in aree diverse dell’edificio all’interno di sezioni omogenee per genere e ambito culturale. Per la pittura: i capricci architettonici e vedute, i paesaggi con figure, i ritratti, le copie da artisti emiliani, Giannandrea Lazzarini, Giovanni Francesco Mingucci. Il percorso destinato alla ceramica si concentra sulla maiolica ottocentesca e testimonia lo storicismo eclettico che connota la seconda metà del XIX secolo. L’allestimento di palazzo Ciacchi rappresenta la tappa conclusiva della convenzione sottoscritta nel 2006 tra il Comune e Confindustria Pesaro Urbino.

MUSEO DELLA MARINERIA WASHINGTON PATRIGNANI_PESARO
Il Museo del Mare nasce nel 1988 come risultato del lungo e appassionato impegno di Washington Patrignani (1915-1999), professore in pensione, studioso di storia e tecnica navali, che raccoglie per anni dai pescatori gli oggetti che tengono in cortile o sulle barche. La sua idea è quella di dar vita ad un museo della civiltà marinara che illustri la vita quotidiana del mare e il lavoro dei cantieri attraverso gli attrezzi, gli abiti, le immagini, i trabaccoli. All’epoca sono molti i pesaresi che affiancano Patrignani nel progetto: Floro e Gaetano Gennari, Giuseppe Ortolani, Paolo Pompei, Dino Rondolini e soprattutto, Renato Bertini e Umberto Spadoni, suoi collaboratori nell’allestimento del museo. Chiuso al pubblico a metà degli anni Novanta, il museo è stato restituito alla città nel 2007 con la nuova denominazione di ‘Museo della Marineria Washington Patrignani_Pesaro’. La riapertura è il risultato della convenzione sottoscritta nel 2003 tra il Comune e la società Renco spa; nell’accordo, Renco si è impegnata a ristrutturare Villa Molaroni sede del museo, a ripristinare il museo e a gestire il complesso villa-parco-museo. Da parte sua, il Comune concede alla società l’utilizzo della struttura come sede di rappresentanza. Continuando nella direzione già tracciata dal suo fondatore, il museo offre oggi un percorso conoscitivo sulla cultura del mare attraverso l’allestimento di oggetti d’uso della gente di mare, letti e interpretati attraverso le fonti archivistiche dei secoli XV-XVIII. Proprio da qui si ricavano informazioni preziose per scoprire i caratteri originali della marineria pesarese e recuperare il complesso di usi e consuetudini sopravvissuti fino ai nostri giorni.

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